TITOLI, ONORIFICENZE E CONFERIMENTI REGISTRABILI

TITOLI CONCESSI DA CASE REGNANTI

Saranno inseriti tutti i titoli concessi da case sovrane, sia imperiali, che reali, che principesche, che granducali, che marchesali.

Saranno contemplati tutti i tipi di nobilità, ovvero feudale, togata, civica, patriziale, parlamentare, di sangue, generosa, etc. 

Saranno inseriti anche i titoli di conti palatini e di cavalieri ereditari (baronetti), nonchè i predicati facenti parte del cognome.

Essenzialmente si viene considerati nobili specie nel Regno di Napoli quando:

  1. un avo abbia posseduto un feudo nobile nella continuata serie di secoli (reale dispaccio 1756)
  2. un avo sia stato aggregato tra Nobili di Città regia, nella quale sia una vera Separazione (reale dispaccio 1756)
  3. un avo, per la gloriosa carriera delle Armi, della Toga, della Chiesa, o della Corte abbia ottenuto distinto, e superior Impiego, o Dignità, ed i suoi Discendenti per lo corso di lunghissimo tempo si sian mantenuti nobilmente, facendo onorati Parentati, senza mai discendere ad Ufizj vili, e populari, né ad arti meccaniche, ed ignobili (reale dispaccio 1756)
  4. due avi consecutivi siano stati dottori di legge ed I discendenti si siano mantenuti nobilmente senza esercitare mestieri vili e servili (reale dispaccio 1774)

Nei vari stati italiani preunitari, nei principati, nelle signorie, etc nel corso dei secoli si è sviluppata una nobiltà civica o patriziale, che seguiva diverse regole a seconda del periodo storico e della zona geografica.

Su questo registro saranno iscritti tutti coloro che discendono da nobili e patrizi iscritti su registri ufficiali.

l titolo di Conte palatino, concesso nel Sacro Romano Impero o dal Papa, si considerava sempre promanante dalle massime sovranità temporale o spirituale, anche quando era concesso “per delegazione”. Per il Camajani il Conte Palatino era dato a “quel sommo dignitario, ministro e talora parente del Re il quale aveva carica e titolo di Conte e soprintendeva al supremo tribunale del regno; dato che i giudizi si tenevano presso il Palazzo del Re, questo Conte venne ad assumere l’aggettivo di Conte di Palazzo o Palatino (…). Oggi viene riconosciuto questo titolo ai discendenti di coloro che lo ebbero da Imperatori o Papi, e non dai loro delegati, o da altri Principi.
Tutte le esclusioni sono in vigore per i discendenti di coloro che ebbero questo titolo personale per appartenenza a Collegi o perchè rivestiti pro tempore di un ufficio (…). Colla massima nobiliare del 21 febbraio 1915 ai Conti Palatini venne attribuita una corona formata del solito cerchio cimato da nove perle, tre alzate e sei ribassate” (GUELFI CAMAIANI P., op. cit., pp. 162 e segg.) 
Inoltre, il titolo di Conte Palatino sembra originario dal titolo di “Conte del Palazzo”, ovvero del “Sacro Palazzo”, dei sovrani franchi, dove questo titolo rimase in uso sino al VI secolo. Successivamente il titolo passò in Italia a seguito della conquista effettuata da Carlo Magno nel 773-774. E’ considerato più un titolo curiale che nobiliare ed era quasi sempre personale e raramente conferiva la nobiltà ereditaria anche se poi per consuetudine fu trasmesso ai discendenti.


Conti Palatini Lateranensi, questi, di derivazione pontificia è così denominata per distinguerli da quelli del Sacro Romano Impero. Un importante caratteristica, ovvero, titolo conferito, secondo l’atto di concessione, non soltanto al primogenito ma a tutti i membri della famiglia del primo insignito, maschi e femmine.

L’ Ordine dello Speron d’Oro è riservato a persone di altissimo rango ed ha conferito nobiltà ereditaria sino al 1841, quindi se uno dei vostri avi ne faceva parte è possibile fregiarsi del titolo di nobile.

L‘Ordine Piano ha conferito nobiltà ereditaria o personale (a seconda delle classi di appartenenza) sino al 1939, quindi se uno dei vostri avi ne faceva parte come Cavaliere di Gran Croce è possibile fregiarsi del titolo di nobile.

Per maggiori informazioni leggere il seguente articolo: 

Conti Palatini ed ordini pontifici – Registro dei titolati italiani (registrotitolati.it)

Saranno registrati tutti i titoli concessi o riconosciuti da una casa regnante straniera.

La nobiltà pontificia è, ai sensi dello stato Città del Vaticano, ancora de iure e de facto vigente. Gli attuali organismi per accertare i titoli pontifici sono i tribunali ecclesiastici di ogni ordine e grado che operano ai sensi del diritto canonico che acclarano la spettanza di titoli nobiliari con accertamenti canonici o sentenze canoniche.

Almeno che non sono stati riconosciuti da atti ufficiali o da sentenze, sul registro non saranno riportati i titoli acquisiti attraverso le aggregazioni, le refute e le adozioni.

TITOLI CONCESSI DA CASE PRETENDENTI

Il registro inserirà anche i titoli concessi da case pretendenti, perchè riguardo la fons honorum ci sono diverse opinioni fra gli studiosi di tutto il mondo, sebbene è prassi consolidata considerare titoli nobiliari solo quelli concessi da case regnanti: infatti sia le istituzioni araldiche ufficiali di tutto il mondo, che le enciclopedie, che gli uffici del cerimoniale, che i media considerano titoli nobiliari solo quelli concessi da case regnanti.

Tuttavia saranno elencati solo:

i titoli concessi da ex case sovrane pretendenti riconosciute da una sentenza passata in giudicato o da un tribunale internazionale;
i titoli riconosciuti mediante sentenza di un tribunale arbitrale internazionale;
i titoli riconosciuti da una sentenza di un tribunale italiano passata in giudicato;
i titoli concessi dai discendenti delle case sovrane degli stati preunitari italiani.


Non sono considerati ereditari e sono ad personam.

PROVE PER IL RICONOSCIMENTO DEI TITOLI

  • se il titolo è stato concesso tra il X° ed il XVIII° secolo è richiesta l’iscrizione della famiglia su una pubblicazione di tipo nobiliare come l’Annuario della Nobiltà Italiana, il Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, il Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane, estinte e fiorenti (G. B. Crollalanza), l’Enciclopedia storico-nobiliare italiana (Spreti) o altro armoriale ufficiale di uno stato con giurisdizione araldica;
  • se il titolo è stato concesso o riconosciuto dal 1800 in poi e la famiglia non è iscritta in nessuna pubblicazione fanno fede i decreti di concessione e gli atti genealogici fino al richiedente;
  • in caso di quelle fregiate di “nobiltà generosa”, o di nobiltà civica o patriziale, non riconosciute dal Regno d’Italia è richiesta l’iscrizione sull’Annuario della Nobiltà Italiana o sul Libro d’Oro o su una delle seguenti pubblicazioni: Pubblicazioni riconosciute – Registro dei titolati italiani (registrotitolati.it)

ONORIFICENZE

Sono considerati titoli cavallereschi tutti quelli concessi o riconosciuti da uno stato sovrano o la cui concessione è autorizzata da uno stato sovrano, quelli elencati dall’ICOC e quelli dinastici delle casate presenti al Congresso di Vienna (1814/1815).

E’ considerato titolo cavalleresco anche quello dei Baroni del Sacro Palazzo Lateranense (ad personam), titolo riconosciuto dalla chiesa ad i Cavalieri di Malta ad Honorem.

I baronetti o i cavalieri di ordini cavallereschi britannici o di paesi appartenenti al Commonwealth  hanno anche il diritto di aggiungere il titolo di Sir davanti al nome. In particolare quelli dell’Ordine della Giarrettiera, del Cardo, del Bagno, di San Michele e San Giorgio e della Corona Britannica. Ma nel regno Unito anche i semplici cavalieri possono appellarsi Sir.

Saranno riconosciute come onorificenze anche quelle concesse da case pretendenti riconosciute da una sentenza passata in giudicato o da un tribunale internazionale e quelle concesse da altre confraternite, compagnie o associazioni  e che abbiano un qualche riconoscimento ufficiale.

CONFERIMENTI PRIVATI

Saranno inseriti i conferimenti di vario tipo concessi da soggetti ufficiali, che conferiscono un titolo riconosciuto almeno formalmente almeno dal paese di residenza, da una chiesa o una congregazione.

Tra gli esempi abbiamo gli appartenenti alla corte pontificia, come i Cappellani, i Parafrenieri, ed altri dignitari, la Legione d’Onore dei Cavalieri di Vittorio Veneto, le maestranze di cavalleria spagnole, etc.

Sarà a discrezione del curatore inserire o meno gli  altri tipi di conferimenti.

NOTE SULLE MICRONAZIONI

Le micronazioni hanno un numero di attributi in comune:

  • una forma e struttura apparentemente simile a quella degli Stati sovrani, quindi dichiarano di avere reclami territoriali, istituzioni governative, simboli ufficiali, e cittadini
  • sono generalmente piccoli sia per estensione, sia per numero dei pretesi “cittadini”.
  • spesso emettono, in apparenza, strumenti nazionali formali come francobolli, monete, banconote, passaporti, onorificenze, e titoli nobiliari.
  • le pretese di sovranità hanno carattere più o meno fittizio, talora apertamente parodistico

I titoli concessi dalle micronazioni saranno considerati conferimenti privati. Sono contemplate anche quelle micronazioni (come il Granducato di Pomerania e Livonia) che sono registrati come marchio commerciale o come associazione.

TITOLI MANORIALI

Per registrare i titoli manoriali, (riconosciuti dalla Corona) bisogna presentare la relativa documentazione e saranno presi in considerazione tutti coloro che acquisteranno un titolo manoriale (possibilmente dalla Manorial Society of Great Britain) e che procureranno una copia della registrazione del titolo presso il HM Land Registry.

Guida ai titoli manoriali: https://www.gov.uk/government/publications/manors/practice-guide-22-manors

Si consiglia anche di consultare il seguente sito:

Home (manorialsociety.co.uk)

EMBLEMI

Sulla scheda dei titolati sarà inserito solo l’emblema più importante, che può essere sia uno stemma, che un’insegna o altro, ma che deve essere registrato sul Registro Araldico Italiano.

Per conoscere quali sono gli emblemi che si possono adottare e registrare si prega di consultare la seguente guida:

https://www.registroaraldicoitaliano.com/pubblicazioni.html